
Edith Bruck: «Francesco si sta sbagliando. A Gaza è una tragedia, ma è solo Hamas che vuole distruggere un popolo»
La scrittrice ed ex deportata Edith Bruck ha fatto sentire la sua voce in merito alla delicata e controversa situazione che sta segnando il conflitto israelo-palestinese, un tema che ha suscitato forti emozioni in tutto il mondo. Recentemente, Bruck ha commentato alcune dichiarazioni fatte da Papa Francesco sul conflitto a Gaza, definendo le sue parole «sbagliate» e sollevando una critica netta alla visione espressa dal Pontefice. Secondo la scrittrice, la tragedia che si sta vivendo nella Striscia di Gaza non può essere in alcun modo giustificata o minimizzata, ma la responsabilità non può essere attribuita esclusivamente alla parte israeliana. La causa del conflitto, secondo Edith Bruck, è da ricercare nelle azioni di Hamas, il gruppo islamista radicale che, a suo avviso, non solo incita alla violenza ma ha come obiettivo la distruzione di un intero popolo.
La posizione di Edith Bruck
Edith Bruck, nata in Ungheria nel 1932 e sopravvissuta ai lager nazisti, ha sempre avuto un forte legame con le tematiche legate alla memoria della Shoah e alla lotta contro ogni forma di odio e intolleranza. Tuttavia, la sua posizione in merito al conflitto israelo-palestinese è decisamente differente da quella espressa da Papa Francesco e da molti altri esponenti della Chiesa cattolica, che hanno cercato di mantenere una posizione equilibrata nei confronti delle sofferenze sia israeliane che palestinesi.
Il Papa, nei suoi interventi pubblici, ha più volte esortato alla pace, condannando con forza la violenza da entrambe le parti e sottolineando la necessità di una soluzione che porti a una coesistenza pacifica tra israeliani e palestinesi. Tuttavia, la posizione di Edith Bruck è più critica nei confronti di Hamas, che considera la causa principale della sofferenza che si sta vivendo a Gaza.
Bruck, che ha assistito al genocidio e alla sofferenza in prima persona durante l’Olocausto, ha fatto riferimento al fatto che, per lei, la pace non può essere raggiunta se una delle due parti coinvolte nel conflitto ha come obiettivo esplicito l’annientamento dell’altro popolo. La scrittrice ha dichiarato che, sebbene la popolazione palestinese di Gaza stia vivendo una tragedia enorme, è fondamentale comprendere che Hamas ha un’agenda che mira non alla coesistenza pacifica, ma alla distruzione di Israele e del popolo ebraico.
Le parole di Papa Francesco
Papa Francesco ha sempre cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla necessità di risolvere la questione israelo-palestinese attraverso il dialogo e la diplomazia. Il Pontefice ha sollecitato più volte la comunità internazionale a intervenire per fermare la violenza, condannando le azioni di entrambe le parti e chiedendo la fine delle violenze a Gaza. La sua posizione ha suscitato, tuttavia, critiche da parte di alcuni esponenti della comunità israeliana e di molti sostenitori della causa israeliana, che ritengono che la condanna papale della violenza debba essere più specifica e incentrata sulle azioni di Hamas, il gruppo che, fin dall’inizio della sua esistenza, ha sostenuto la distruzione dello Stato di Israele.
Papa Francesco ha anche sottolineato che la sofferenza delle persone a Gaza non può essere ignorata, e ha espresso una condanna decisa per l’uso della forza e per le perdite umane che derivano dalle operazioni militari. Tuttavia, Bruck ha reagito a queste dichiarazioni con una certa delusione, sostenendo che, pur comprendendo la sofferenza delle popolazioni civili, non si può ignorare il ruolo di Hamas nella perpetuazione della violenza.
La critica di Edith Bruck: La responsabilità di Hamas
Per Edith Bruck, la situazione a Gaza è una tragedia umanitaria senza precedenti, ma è fondamentale distinguere tra la sofferenza dei civili e le azioni di Hamas, che Bruck definisce l’unico vero responsabile della tragedia. L’ex deportata ha messo in evidenza come, nonostante la gravità della situazione a Gaza, non si possa trascurare il fatto che Hamas abbia come obiettivo la distruzione di Israele, e che la violenza indiscriminata nei confronti dei civili israeliani sia una caratteristica distintiva delle sue operazioni.
Secondo la scrittrice, Hamas non è semplicemente un movimento di resistenza che combatte contro un’occupazione, ma un gruppo che ha un’agenda ideologica estremista che prevede l’annientamento del popolo ebraico. Questo, secondo Bruck, non solo mina qualsiasi possibilità di negoziato e pace, ma porta anche alla morte e alla sofferenza di tantissimi innocenti, sia palestinesi che israeliani.
Bruck ha anche ribadito che Israele, come ogni altro Stato sovrano, ha il diritto di difendersi da coloro che minacciano la sua esistenza. La scrittrice ha dichiarato che è fondamentale non solo condannare le violenze contro i civili, ma anche riconoscere che la violenza di Hamas non ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione palestinese, ma esclusivamente l’eliminazione di Israele e la perpetuazione della guerra.
Un confronto tra passato e presente
Edith Bruck è una testimone diretta della brutalità della guerra e della persecuzione. La sua esperienza di sopravvivenza all’Olocausto la porta a vedere il conflitto in Medio Oriente attraverso una lente che non consente equivoci. Per lei, i principi di giustizia, verità e memoria storica sono imprescindibili, ma è altrettanto importante non cadere nella trappola di una visione distorta e parziale dei conflitti internazionali. Bruck ha sottolineato che la sua condanna alla violenza non può essere separata da una comprensione delle cause reali di quella violenza, e ha ribadito che la responsabilità non può essere solo quella di Israele.
Le sue parole risuonano come un monito a non dimenticare la storia e a non ignorare il ruolo di chi, con la sua ideologia e le sue azioni, ha contribuito a generare odio e distruzione. La scrittrice, in un intervista rilasciata recentemente, ha spiegato come la memoria storica della Shoah la spinga a condannare tutte le forme di estremismo e odio, ma anche a riconoscere quando un gruppo non cerca la pace, ma la guerra.
Conclusioni: Un appello alla verità e alla pace
Edith Bruck, pur esprimendo solidarietà per le vittime innocenti di Gaza, ha rinnovato il suo appello per una visione chiara e imparziale del conflitto israelo-palestinese. Secondo la scrittrice, non basta condannare la violenza in generale, ma è necessario prendere una posizione chiara contro coloro che perpetuano l’odio e la distruzione, come Hamas. Solo così si potrà sperare di arrivare a una soluzione che ponga fine alla violenza e permetta a israeliani e palestinesi di vivere in pace e sicurezza.
Le parole di Edith Bruck sono un invito a riflettere sulla realtà complessa e tragica del conflitto, e a non cadere in facili semplificazioni che rischiano di alimentare ulteriormente il ciclo di odio e vendetta che ha segnato la storia della regione.